Scultura

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Quando si parla di produzione italiana sarebbe errato limitarsi a pensare agli oggetti ed ai prodotti tangibili, vi è molto di più. Cultura, opere d’arte, scultura sono solo alcuni dei petali che costituiscono il fiore multicolore, unico, particolare e di inestimabile bellezza e rarità conosciuto come Made in Italy.

La storia del Bel Paese affonda le radici in tempi lontanissimi, ed è ben radicata non soltanto nella produzione artigianale, nella tradizione enogastronomica ed industriale ma anche in correnti letterarie ed artistiche che hanno sapientemente saputo scandire e rappresentare l’inesorabile scorrere del tempo.

La cultura si può affermare, senza particolari dubbi e reticenze, essere l’origine ed il percorso da seguire che conduce ad una competitività del Made in Italy a livello mondiale. Tale importanza nasce dalla tradizione, lunga secoli, in grado di rinnovarsi e di essere sempre lo specchio della società del tempo.

John Kenneth Galbraith ha affermato, a proposito della rinascita e ripartenza nel Dopoguerra, che “la ragione vera è che l’Italia ha incorporato nei suoi prodotti una componente essenziale di cultura e che città come Milano, Parma, Firenze, Siena, Venezia, Roma, Napoli e Palermo, pur avendo infrastrutture molto carenti, possono vantare nel loro standard di vita una maggiore quantità di bellezza.”

Quando si parla di arte e di cultura non si possono tralasciare gli artisti che hanno contribuito, in passato, e che ancora oggi contribuiscono a donare lustro ed importanza oltre i confini nazionali alla scultura Made in Italy.

Per scultura si intende l’arte di dar forma ad un oggetto partendo da un materiale grezzo oppure assemblando tra loro differenti materiali. Si suole intendere il prodotto finale, ovvero, un oggetto tridimensionale ottenuto come espressione di un’illuminante ispirazione artistica.

Gli scultori, ossia i professionisti che producono opere d’arte originali, solitamente scelgono il materiale da utilizzare in base alla tecnica che vogliono adoperare.

Si potrebbe affermare che è possibile modellare un oggetto per addizione oppure per sottrazione, molto dipende dal materiale utilizzato.

Si parlerà di sottrazione nel caso in cui l’artista opterà per materiali come il legno oppure il marmo; in quanto scolpirà intagliando, incendiando o asportando con strumenti idonei parti della materia iniziale.

“Scelgo un blocco di marmo e tolgo tutto quello che non mi serve” Auguste Rodin.

L’addizione, di contro, prevede l’impiego di materiali come l’argilla o simili che richiedono aggiunte della materia nel corso delle operazioni creative.

Facendo un tuffo nel passato, a proposito delle tecniche a disposizione del professionista in analisi, la distinzione effettuata da Plinio il Vecchio si rivela essere particolarmente utile, esplicativa ed interessante.

Egli, infatti, ha individuato tre differenti tecniche, ciascuna contraddistinta da particolari caratteristiche.

La tecnica fusoria consiste nel fondere i metalli; la plastica propone di modellare i materiali malleabili, ed infine la scultura con esplicito riferimento all’intaglio della pietra o di materiali duri.

La storia della scultura occidentale, particolarmente italiana, rientra tra i più importanti filoni artistici della storia dell’arte. Alla scultura, infatti, spesso è stato affidato l’arduo compito di trasmettere i valori dell’arte antica ai posteri, ponendosi come ponte di collegamento indistruttibile tra passato e presente.

Per quanto concerne specificatamente l’arte scultorea italiana le radici sono da ricercarsi nell’età della Magna Grecia. Un grande sviluppo di questa forma d’arte si ebbe tra il VI secolo a. C. ed il V secolo a. C., ossia durante la crescita dell’Impero Romano.

Un’ulteriore crescita si registrò nel XVI secolo in concomitanza con la comparsa di tre movimenti artistici importanti quali, appunto, il Rinascimento, il Manierismo ed il Barocco. Al Rinascimento è riconosciuto il privilegio di aver consentito la riscoperta dell’arte classica e tra gli esponenti di maggior rilievo sono da annoverare Michelangelo Buonarroti, Donatello e Filippo Brunelleschi.

La scultura manieristica fu caratterizzata da una maggiore complessità delle forme, se confrontata con la corrente artistica precedente.

Il Barocco, stile che dominò il XVII secolo, fu caratterizzato da una scultura dinamica ed incentrata alla valorizzazione dell’importanza della Chiesa. Tra i protagonisti di questo periodo vi è Gian Lorenzo Bernini e le sue opere, come Apollo e Dafne e L’estasi di Santa Teresa d’Avila.

Continuando il viaggio nella storia dell’arte, si giunge alla fine del XVIII secolo, che vide la nascita del Neoclassicismo come netta opposizione al Barocco. Tra i grandi scultori dell’epoca, sicuramente, vi è Antonio Canova che diede vita ad opere come Amore e Psiche, la Maddalena penitente e le Tre Grazie.

Temporalmente a noi più vicino, è l’opera di Umberto Boccioni, ossia Forme uniche della continuità nello spazio, presente sulla moneta italiana da venti centesimi.

L’ Italia è tra i Paesi con il maggior numero di opere d’arte, buona parte esposte in musei internazionali.

Quando si tratta di arte si potrebbe pensare che ci si riferisca ad un ambito che abbia poco o nulla a che fare con l’economia e che possa non essere importante per la ripartenza del Paese.

A dimostrare quanto ciò non corrisponda al vero è la Convenzione Unesco del 2007 che dichiara l’intento di voler favorire la protezione e la promozione delle diversità di varie espressioni culturali. L’articolo 2, nello specifico, è dedicato alla correlazione ed all’importanza di permettere una coesistenza e collaborazione tra aspetti economici e culturali affinché il Paese possa ripartire. È, altresì, evidenziato come sia privo di fondamento qualsiasi approccio alla conoscenza che non parta dall’assunto che non può prodursi sviluppo economico senza sviluppo culturale e viceversa.

“L’umanità ha bisogno del sublime. Il sublime del sublime è l’arte. Il sublime dell’arte è l’avanguardia” Roland Topor

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