Sartorie – Atelier

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“Per quanto sembrino cose di secondaria importanza, la missione degli abiti non è soltanto quella di tenerci caldo. Essi cambiano l’aspetto del mondo ai nostri occhi e cambiano noi agli occhi del mondo”

cit. Virginia Woolf

Il network Best of Italy, nato per rendere omaggio alle produzioni Made in Italy, non ha potuto né voluto trascurare e tralasciare l’importante settore riguardante la moda italiana. Gli abiti prodotti in Italia sono universalmente conosciuti ed apprezzati. Un settore, quello della moda, in crescita che fa da traino anche per alti importanti settori dell’economia nazionale. Certo, è pur vero che alcune grandi firme del panorama per ragioni, molto spesso a noi estranei quasi sconosciute, hanno scelto di spostare la produzione in Paesi diversi dall’Italia. Quello che non hanno potuto fare è stato prendere il gusto che da sempre caratterizza le produzioni italiane e portarlo all’estero. In altri Paesi, è vero, si può produrre un capo d’abbigliamento, ma il quid in più, quella innata creatività, voglia di colore, di classico che si unisce all’originalità restano il tratto caratterizzante della moda italiana. Quando si parla di moda e di capi d’abbigliamento (non fa differenza se si tratti di cerimonia, uomo, donna, bambino, prèt a porter) la mente vola non solo alle produzioni in questione ma anche alle città che ospitano le vie dello shopping. In ogni città d’Italia, tra un negozio ed un altro, non è escluso che ci si possa imbattere in qualche monumento dalla storica importanza, in qualche capolavoro artistico che ha vinto il passare del tempo e nel peggiore dei casi è uscito ferito da atti vandalici e dalla noncuranza (tra i rilevanti mali del nostro tempo). Non divaghiamo, torniamo alla moda che è l’emblema mondiale del gusto, dello stile e dell’eleganza del Bel Paese. Scegliere di acquistare un capo d’abbigliamento Made in Italy significa, non soltanto, indossare un prodotto qualitativamente eccellente ma anche rendere omaggio alla storia italiana. Quando si parla di abbigliamento Made in Italy, spesso, può capitare di pensare che necessariamente si tratti di un privilegio riservato a pochi eletti del ceto medio – alto. In realtà, a ben osservare il mercato, così non è. Il Made in Italy implica ed impone che vi sia la ricerca della qualità, non che i prezzi debbano essere proibitivi. Non è un caso, se al fianco di grandi aziende i cui marchi potrebbero risultare una scelta leggermente impegnativa sono nate, nel corso degli anni, altrettante aziende dedite alla produzione di capi che rientrano nella categoria prèt a porter. Questa espressione, di origine francese, letteralmente significa pronto da portare ossia capi d’abbigliamento qualitativamente alti ma al contempo accessibili a tutti. Il prèt a porter indica il settore dell’abbigliamento che, nato come alternativa alle sartorie, propone sul mercato abiti in taglie standard non cucite su misura del cliente. I prodotti delle sartorie, o di tutte quelle aziende che confezionano abiti su misura, rientrano nella categoria capi di alta moda.  Il prèt a porter rappresenta il passaggio dalla sartoria artigianale all’industrializzazione ed alla produzione di capi in serie ed in taglie standard. Attenzione però; non vogliamo affermare che le sartorie siano sparite lasciando spazio alla sola produzione industriale. Si tratta, semplicemente, di due facce della stessa medaglia: i capi d’abbigliamento rigorosamente Made in Italy. La moda italiana è un settore in continua crescita, non ci si stanca mai di osservare le varie proposte stagionali, oppure vecchi cult che tornano alla ribalta leggermente modificati nell’aspetto ma, come dire, non nell’anima. La moda italiana vive, nasce, si alimenta, si crea traendo spunto dalla società contemporanea che diverrà, successivamente, giudice dell’ispirazione e della produzione. Un rapporto moda – società che si è consolidato nel tempo. Come dire, l’una è indispensabile per la crescita e lo sviluppo dell’altra. La non – estraneità del settore in questione alle problematiche della società è alla base di recenti e nuove intuizioni (e di start up). Sta nascendo lentamente, certo come ogni novità ha bisogno del giusto tempo per poter decollare ed essere apprezzata e condivisa pienamente, la moda green. Di cosa si tratta? Trattasi di tessuti figli di originali ed interessanti progetti volti alla tutela dell’ambiente ed alla lotta all’inquinamento. Recenti e svariate ricerche hanno dimostrato che quello della moda rientra tra i settori maggiormente inquinanti. Indubbiamente, oggi più che mai, non si può far a meno di acquistare un capo d’abbigliamento ben prodotto, di qualità, originale e che racchiuda in sé l’esperienza del produttore maturata nel tempo ma è altrettanto vero che non si debba restare sordi dinanzi al grido d’aiuto inviatoci dall’ambiente. Il principio su cui si fonda la produzione di tessuti principalmente green è quello di riciclare scarti di frutta (ad esempio uva o arance), utilizzare la fibra del legno, fibra di latte. Insomma, produrre prestando attenzione alla natura ed all’ambiente che gentilmente ci ospitano e che chiedono come rimborso soltanto un po’ di rispetto e di cura per sé e per gli altri. Il Made in Italy racchiude molti settori ma, volendo avere uno sguardo più ampio, include ed abbraccia anche l’ambiente. Il network Best of Italy, oltre all’attenzione per i prodotti Made in Italy, è particolarmente attento alle dinamiche ambientali. Per questo motivo ha scelto di ridurre al minimo il consumo di carta, ha scelto di adottare ed abbracciare politiche green. Il futuro è di tutti, il mondo è un unico grande Paese con milioni di abitanti. Chi ama l’ambiente e cerca di proteggerlo, ama sé stesso, la propria storia e cerca di vivere il presente preoccupandosi ed occupandosi anche del futuro e delle generazioni che verranno. La moda italiana è la scelta giusta quando si vuole indossare un capo d’abbigliamento bello, elegante, semplice, lineare o particolare che sia. È anche un dire grazie all’Italia che, forse inconsapevolmente, ha dato vita a tanti prodigiosi artigiani che sapientemente e coscienziosamente lavorano rispettando i diktat imposti e richiesti dal marchio Made in Italy al fine di soddisfare il gusto di chiunque scelga di indossare la qualità. “I vestiti – ha sostenuto Umberto Eco – sono degli artifici semeiotici, cioè della macchine di comunicazione”.