Pasta

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“Il nostro più che un popolo è una collezione. Ma quando scocca l’ora del pranzo, seduti davanti a un piatto di spaghetti, gli abitanti della Penisola si riconoscono italiani… Neanche il servizio militare, neanche il suffragio universale (non parliamo del dovere fiscale) esercitano un uguale potere unificante. L’Unità d’Italia, sognata dai padri del Risorgimento, oggi si chiama pastasciutta.” (cit. Cesare Marchi).

Quando si parla di Made in Italy, non si può non trattare della pasta, simbolo riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Il suddetto alimento ottenuto dalla macinazione del grano può essere sia secco che fresco; ciò dipende dal contenuto d’acqua lasciato nell’impasto. La pasta può presentarsi sulle nostre tavole in varie forme (lunga, corta, nido o matassa, minuta, ripiena), in vari colori (verde, rosso, arancione, giallo, marrone, nero) e con differenti superfici (liscia, ruvida, rigata). Ma, le origini di questo simbolo hanno radici in tempi lontani e sono legate ad un evento che ha il retrogusto della leggenda. Si pensa, infatti, che la pasta sia stata inventata dai Cinesi e portata in Italia, e successivamente nell’intera Europa, da Marco Polo nel 1295.  È plausibile sostenere che anche i Cinesi facessero uso della pasta nella loro tradizione culinaria, ma storicamente è provato che essa abbia origini ancora più antiche rintracciabili nella tradizione mediterranea. Non è un caso, infatti, che la pasta sia tra gli alimenti alla base della dieta mediterranea scoperta dagli americani negli anni Settanta e diventata un modello mondiale di corretta alimentazione. Essa fornisce in modo equilibrato carboidrati, vitamine e sali minerali, mentre è minimo l’apporto di grassi e di proteine animali. Facciamo un tuffo nel passato. Siamo nel XIV secolo quando il consumo di pasta non era ancora particolarmente diffuso tra le classi povere a causa dell’elevato costo. Soltanto nel XVII secolo, con la diffusione della gramola (strumento che rende morbida ed omogenea la pasta) e l’invenzione del torbido meccanico, la produzione e diffusione si fece abbondante portando, così, ad una considerevole riduzione del prezzo. Nella prima metà del Seicento nell’area napoletana si assistette ad una vera e propria rivoluzione: l’introduzione dei pomodori. L’abbinamento con la pasta fu così naturale e travolgente che divenne il piatto di base per le popolazioni di umile estrazione per il suo basso costo. In un primo momento la pasta fu servita per pochi soldi su un pezzo di carta e mangiata per strada; all’inizio del Settecento anche i nobili si avvicinarono al nuovo piatto. In questo fervente clima culinario, Gennaro Spadaccini (ciambellano del Regno di Napoli) reinventò la forchetta aggiungendo due rebbi alla coppia già esistente. Stando a quanto tramandato, il successo non tardò ad arrivare così che la moda si diffuse celermente in Italia e nel resto d’ Europa. Con il passare del tempo, vi sono stati dei miglioramenti nel processo produttivo della pasta. Inizialmente con le macchine idrauliche, successivamente a vapore, in seguito elettriche ed infine computerizzate. Da allora sino ad oggi la tradizione pastaia è rimasta solidamente italiana. Non è da sottovalutare il dato che vede gli italiani come i maggiori consumatori di questo prodotto. Con più di tre milioni di tonnellate di pasta, analizzando gli ultimi dati registrati, l’Italia si classifica tra i maggiori esportatori di pasta al mondo. Un’evoluzione imposta e dettata dal mercato ha visto i pastifici italiani attivarsi affinché la produzione fosse in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. Notevoli sono state le risorse investite dai produttori italiani per esser competitivi sul mercato, pur non dimenticando o tralasciando l’importante aspetto che da sempre contraddistingue e caratterizza la produzione Made in Italy: la qualità. Best of Italy si propone come una vetrina per promuovere, valorizzare anche all’estero tutte quelle aziende che contribuiscono, con la propria produzione, alla crescita del marchio Made in Italy. Tra i prodotti italiani che rappresentano il fiore all’occhiello del Made in Italy rientra, innegabilmente, la pasta. Come può un consumatore essere certo di acquistare un prodotto che sia realmente Made in Italy? A tale quesito ha risposto il Decreto del 26 luglio 2017 imponendo ai produttori di indicare sull’etichetta della pasta le seguenti diciture: – Paese di coltivazione del grano, Paese di molitura, – Paese di confezionamento. Nel caso in cui le operazioni avvengano nei territori di più Paesi membri dell’Unione Europea o situati al di fuori dei suddetti confini, è possibile utilizzare le diciture UE, non UE, UE e non UE. Le indicazioni devono obbligatoriamente essere apposte in etichetta in un punto evidente, visibile, chiaramente leggibile ed indelebile. Altra tutela per il consumatore è il Regolamento di Esecuzione (UE) 2018/775 riguardante l’indicazione del Paese di origine e del luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento. Best of Italy si propone come partner per poter presentare e promuovere i prodotti Made in Italy. La collaborazione, l’attenzione per i dettagli, la cura dei particolari, la ricerca continua e costante sono la culla dentro cui cresce il progetto di valorizzare e promuovere il Made in Italy al fianco delle aziende che producono in Italia all’insegna della qualità.

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