Arte Orafa

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Arte Orafa

Il Made in Italy mi piace immaginarlo come se fosse un bouquet di fiori, ciascuno con i propri colori, i propri profumi, le proprie caratteristiche ed affascinanti particolarità.Tra questi preziosi fiori vi è l’arte orafa italiana, leader mondiale del settore.Cosa si intende con il termine oreficeria? Con il sostantivo in questione ci si riferisce alla lavorazione dell’oro e di altri metalli preziosi come, ad esempio, l’argento colorato ed il platino per ottenere opere artistiche. L’oro fu uno dei primi metalli ad essere utilizzato grazie alla sua malleabilità ed indistruttibilità.Per cercare di capire le origini dell’arte orafa è necessario affrontare un lungo viaggio nel tempo e nello spazio. Sin dall’epoca romana, ad esempio, il distretto di Torre del Greco era famoso per la lavorazione del corallo; nel periodo rinascimentale la città di Firenze divenne la capitale della lavorazione dei metalli preziosi. Giungiamo alle corti dell’Italia preunitaria, dove il lavoro degli artigiani orafi fu richiesto per la creazione di gioielli sempre più preziosi e particolari. Ed ecco che alle porte del Novecento, la produzione orafa non si limita più alla creazione di semplici gioielli, ma dà vita a vere e proprie opere d’arte. Nel periodo in questione, però, si tratta ancora di un settore principalmente di nicchia i cui fruitori appartengono alla classe agiata. L’aria della Belle Epoque investì anche il settore dell’arte orafa, portando ad un fortunato matrimonio con lo stile Liberty, che con la sua ispirazione raffinata riprese ed omaggiò le forme della natura. Momento storico importante per l’arte orafa è l’Art Decò con i suoi tipici tagli netti e l’ispirazione modernista. Ad oggi molti orafi prendono spunto dallo stile succitato, sinonimo da sempre di eleganza equilibrata e raffinatezza. Negli anni Ottanta il Made in Italy ha vissuto una vera e propria esplosione; il gioiello divenne parte integrante dell’outfit quotidiano e la produzione italiana giocò un importante ruolo dettando i tempi della moda e dei consumi. L’arte orafa italiana, che ha ottenuto importanti riconoscimenti a livello mondiale, si basa e fonda sull’artigianato, sulla cura dei dettagli, sulle maestranze e sulla qualità. Un perfetto connubio tra tecnologia, innovazione e tradizione si è consolidato nel tempo, portando oggi ad ottimi risultati. Come abbiamo già scritto, l’oreficeria si basa sulla lavorazione dell’oro e di altri metalli preziosi. Il Bel Paese dal 1998 è il maggiore trasformatore di oro al mondo, sarà forse anche questo primato che contribuisce alla crescita del settore in questione?  L’oro da gioielleria (qualora il titolo sia di 750 millesimi, ovvero 18 carati) ossia quello legato ad uno o più metalli per aumentarne la rigidità ha una colorazione bianca o rossa, a seconda del tipo di lega (argento o rame). In commercio, l’oro può presentarsi in differenti colori. Oro Verde è composto al 75% d’oro, 12.5% d’argento e 12.5% da rame; Oro Giallo 75% d’oro, 12 – 7 % d’argento, 13 – 18 % rame; Oro Rosa 75% d’oro, 6 – 6.5% d’argento, 18.5 – 20% rame; Oro Rosso 75% d’oro, 4.5 % d’argento, 20.5% rame. Per quanto concerne l’Oro Blu si tratta di una lega di ferro ed oro. Nel caso specifico, un trattamento termico ossida gli atomi di ferro sulla superficie dell’oro e gli dona la colorazione azzurra. L’Oro Bianco da gioielleria è composto al 75% d’oro, 25% da nichel, argento, palladio. Può capitare che la dicitura oro bianco indichi l’oro grigio degli articoli di bigiotteria; con la rodiatura l’oro bianco è ricoperto da un sottile strato di Rodio che sparisce per usura con il tempo, riportando l’oro al colore originale: giallo. Con il passare del tempo, l’oro è diventato il simbolo della purezza, del valore e della lealtà. “La ragione per scegliere i diamanti è che, densi come sono, rappresentano il più grande valore nel più piccolo volume” Coco Chanel. Non si può esimersi dal parlare dei diamanti, quando si affronta il tema dell’eccellenza orafa italiana. I diamanti sono una delle forme allotropiche in cui può presentarsi il carbonio; ed è costituito da un reticolo cristallino di atomi di carbonio disposti secondo una struttura tetraedrica. I diamanti sono la modificazione cristallizzata del carbonio puro, poiché si sono formati in milioni di anni. Come il petrolio, considerato l’oro nero, i diamanti sono un minerale esauribile. Il minerale in oggetto è tra i più duri presenti in natura; per questa sua caratteristica il diamante può essere graffiato solo da altri diamanti ed è in grado di conservare la lucidatura per lunghi periodi. È possibile, infatti, indossare quotidianamente il diamante senza preoccuparsi di rovinarlo. L’operazione di taglio del diamante compiuta in gioielleria è tanto delicata quanto difficile. La forma più comune di taglio del diamante è quella rotonda denominata brillante. Altri tipi di taglio possono essere: taglio a cuore, a brillante ovale, a marquise o navette, huit – huit, a goccia, a smeraldo, a carrè, a baguette, a trapezio, a rosa olandese, a rosetta (anche se ormai è quasi in disuso). Molto spesso il termine brillante può creare confusione. Quando si utilizza da solo ci si riferisce unicamente ad una pietra a taglio rotonda, anche sintetica. Tutte le gemme, a tal proposito, possono essere tagliate a brillante (rubini, zaffiri, topazi). Per riconoscere ed attribuire al diamante il giusto valore è indispensabile affidarsi alle quattro C (riferendosi alle iniziali dei termini in lingua inglese): Colour (colore), Clarity (chiarezza), Cut (taglio) e Carat (peso). Il network Best of Italy intende promuovere e valorizzare le aziende che operano in questo settore, che brillano per prodotti qualitativamente ineccepibili. L’oreficeria Made in Italy è molto di più di un prodotto, è figlia di una lunga ed importante tradizione che in alcuni casi si tramanda di generazione in generazione. Crescere insieme all’insegna della luce, della chiarezza e della brillantezza. Questo è il fine ultimo del network Best of Italy.